NESSUN PROFITTO SULLA PANDEMIA (NO PROFIT ON PANDEMIC) - FIRMA LA PETIZIONE!
Firma la petizione https://noprofitonpandemic.eu/it
Pubblicato da Right2cure/DirittoallaCura pagina italiana dell'ICE su Venerdì 19 marzo 2021
PODCAST DEDICATO A FIABE E LETTURE (DA TRADIRADIO)
ascolta i podcast dedicati a letture e fiabe
https://www.tradiradio.org/archivio-podcast/fiabe-e-letture
visita il sito di TRADIRADIO https://www.tradiradio.org/
entrambe sono progetti di RETE ITALIANA DI CULTURA POPOLARE
IN MEMORIA DI LEONE E NATALIA GINZBURG
Il 5 marzo 1944 Leone GINZBURG muore a Roma nel carcere di Regina Coeli a causa delle torture subite ad opera dei nazisti, che inutilmente avevano tentato di farlo parlare. Era stato arrestato l'anno prima in via Basento, nella tipografia clandestina di "Italia Libera", dove oggi c'è questa lapide: «Un agguato poliziesco/nella tipografia/de "l’Italia Libera"/strappava alla lotta clandestina/Leone Ginzburg/italiano/per passioni di risorgimento/europeo/di pensiero e d’ideali/era nato ad Odessa il IV.IV.MCMIX/morì a Regina Coeli/vittima del terrore nazista/il V.II.MCMXLIV/viva la sua memoria/nel cuore di chi spera e/combatte/per una giusta libertà».
Leone Ginzburg era nato nel 1909 a Odessa da una famiglia ebrea ucraina, poi trasferitasi a Torino. Giovanissimo docente di letteratura russa, nel 1934 fu estromesso dall'Università per essersi rifiutato di prestare giuramento di fedeltà al regime. Antifascista di "Giustizia e libertà", fu in carcere dal 1934 al 1936. Nel 1938 sposò la ventiduenne Natalia Levi [la futura scrittrice Natalia Ginzburg- vedi l'immagine]. Fu tra i fondatori della Casa Editrice Einaudi. Nel 1938, per le leggi razziali, fu privato della cittadinanza italiana; perciò dal 1940 al 1943 fu costretto al confino in un paese dell'Abruzzo, con la moglie e i figli, come "internato civile di guerra". Nel 1943 fu impegnato nella Resistenza clandestina a Roma, fino al suo arresto e alla sua morte a Regina Coeli.
Qualche mese dopo la sua morte, la moglie Natalia (rimasta sola con tre figli piccoli) scrisse in sua memoria questa poesia (pubblicata nel dicembre 1944 nella rivista "Mercurio").
Gli uomini vanno e vengono
per le strade della citta'
Comprano libri e giornali,
muovono a imprese diverse.
Hanno roseo il viso,
le labbra vivide e piene.
Sollevasti il lenzuolo
per guardare il suo viso,
ti chinasti a baciarlo
con un gesto consueto.
Ma era l'ultima volta.
Era il viso consueto,
solo un poco piu' stanco.
E il vestito era quello di sempre.
E le scarpe erano quelle di sempre.
E le mani erano quelle che
spezzavano il pane e
versavano il vino.
Oggi ancora nel tempo
che passa sollevi il lenzuolo
a guardare il suo viso
per l'ultima volta.
Se cammini per strada
nessuno ti è accanto
Se hai paura
nessuno ti prende per mano
E non è tua la strada,
non è tua la città.
Non è tua la città
illuminata. La città
illuminata è degli altri,
degli uomini che vanno
e vengono comprando
cibi e giornali.
Puoi affacciarti un poco
alla quieta finestra
a guardare il silenzio,
il giardino nel buio.
Allora quando piangevi
c'era la sua voce serena.
Allora quando ridevi
c'era il suo riso sommesso.
Ma il cancello che a sera
s'apriva, restera' chiuso
per sempre, e deserta
è la tua giovinezza.
Spento il fuoco,
vuota la casa.
(S)PARLARE NEL WEB - LA PROPAGAZIONE DELL'ODIO ONLIFE
una lezione di 30 minuti su pregiudizi e razzismi on line e su come contrastarli.
Stefano Pasta è un pedagogista, persona straordinaria per competenza e impegno (lo posso testimoniare di persona!).
Fiore Manzo, che presenta, è un giovane Rom cosentino, educatore e infaticabile animatore culturale.
Grazie ad entrambi
clicca qui per vedere la lezione: https://fb.watch/43qXRKTzmy/
ANDREA CAMILLERI: TOPIOPÍ
Da Chiara Riva
È in arrivo la primavera... e nella mia mente è subito partita questa associazione di idee: fiori di pesco uova di cioccolato uova pulcino ... STOP!! un pigolio nella mia testa mi ha subito bloccato: “ Topiopì!”.
Per questo oggi parlerò di un libro che ha per protagonista proprio un pulcino
!
Da un lontano ricordo d’infanzia, Camilleri rievoca una storia d’amicizia con un pulcino zoppo durante un’estate in cui, ragazzino, si trovava in vacanza in campagna dai nonni.
È un racconto semplice e delicato che rievoca una quotidianità contadina fatta di convivenza con gli animali da cortile e il loro accudimento. Un ricordo di tempi lontani che si trasforma in una tenera favola.
Lo consiglio perché
- è un Camilleri ‘insolito’, (già basterebbe dire che è di Camilleri);
- per le bellissime illustrazioni di Giulia Orecchia (mi piacciono tanto tanto!!)
- è un racconto lungo per genitori in cerca di una bella storia da leggere ai propri figli
- ma anche un romanzo breve per bambini che amano la lettura e gli animali... i pulcini, ma non solo

- ma soprattutto perché insegna che la magia delle favole si nasconde anche nella vita di tutti i giorni! #andreacamilleri #giuliaorecchia #libriperragazzi #libriperbambini
Iscriviti a:
Commenti (Atom)






