Ecco una sintesi del video intitolato "Alessandro Barbero - I barbari in Italia, i longobardi" ( conferenza tenuta dal professor Barbero a Gambolò).
Ecco una sintesi della lezione:
1. Inquadramento Storico: L'Impero Romano e le Migrazioni
Barbero esordisce smontando l'idea comune di "invasione" come evento improvviso e puramente distruttivo. Per secoli, l'Impero Romano aveva gestito flussi migratori di popolazioni germaniche, integrandole come manodopera o soldati [
2. L'Arrivo dei Longobardi (568 d.C.)
L'ingresso dei Longobardi in Italia segna la fine dell'epoca delle grandi migrazioni. Essi entrano in una penisola già stremata dalla Guerra Greco-Gotica, un conflitto ventennale di "riconquista" bizantina che aveva spopolato le campagne e distrutto le città [
Caratteristiche dell'invasione: Non si trovano tracce archeologiche di distruzioni sistematiche nelle città al momento del loro arrivo, il che suggerisce una scarsa resistenza da parte bizantina [
].17:10 Composizione: Erano una minoranza (circa 100.000-200.000 persone) rispetto a milioni di italici, ma erano tutti guerrieri ("esercito" e "popolo" erano sinonimi) [
].20:55
3. La Struttura Sociale e il Dominio
I Longobardi si stabiliscono come una nuova casta di padroni, confiscando le terre dei grandi proprietari terrieri romani (molti dei quali fuggiti o uccisi) e ridistribuendole tra i propri guerrieri [
Identità visiva e biologica: Inizialmente, la distinzione è netta: i Longobardi sono più alti, mangiano molta carne e vengono sepolti con le armi e i cavalli (retaggio pagano nonostante la conversione al cristianesimo ariano) [
]. Gli italici sono più bassi, malnutriti e dediti all'agricoltura [32:04 ].33:40 Geografia del potere: Occupano gran parte d'Italia, ma non riescono a prendere i porti e le città difese dalla flotta bizantina (Genova, Ravenna, Napoli, Roma) e le isole [
]. Da qui deriva il nome Romagna, la terra rimasta "romana" circondata dai domini longobardi [25:21 ].27:02
4. Il Processo di Fusione e Assimilazione
Questo è il punto cardine della lezione di Barbero: nell'arco di due secoli, padroni e sudditi si fondono completamente.
Religione: I Longobardi abbandonano l'arianesimo (visto come eresia dai locali) per il cattolicesimo, al fine di governare meglio la popolazione e il clero [
].41:35 Lingua: Smettono di parlare la loro lingua germanica in favore del latino volgare. Tuttavia, lasciano un'eredità linguistica fatta di termini legati alla guerra (faida, tregua, sberla), al corpo (schiena, guancia) e alla vita domestica (panca, scaffale) [
]. Barbero cita anche la curiosa teoria linguistica secondo cui la parola "pizza" potrebbe derivare dalla pronuncia longobarda del termine mediterraneo "pita" [44:45 ].01:08:02 Leggi e Diritto: Sebbene la lingua e la religione siano quelle dei vinti, l'identità giuridica è quella dei vincitori. Con l'Editto di Rotari (643 d.C.), le consuetudini longobarde vengono messe per iscritto (in latino). Emergono concetti come:
Guidrigildo: Il prezzo dell'uomo come alternativa alla vendetta privata (faida) [
].01:02:42 Mundio: La tutela perenne dell'uomo sulla donna, considerata legalmente incapace di stare da sola [
].01:05:29
5. Conclusione: Il Nome e l'Eredità
Al tempo di Carlo Magno (774 d.C.), la distinzione etnica è svanita. Tutti gli abitanti del regno si considerano ormai "Longobardi", non perché discendano biologicamente dagli invasori, ma perché vivono sotto la legge longobarda [
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