Vi propongo una breve sintesi
L'intervento di Massimo Cacciari offre una riflessione profonda sul rapporto tra guerra e religione.
Le origini laiche della guerra
Contrariamente a quanto si possa pensare, le radici della nostra civiltà (Grecia e Roma) non contemplano la guerra di religione. Nell'Iliade, Greci e Troiani venerano gli stessi dei, e il conflitto nasce da motivi puramente politici, di offesa o vendetta. Anche la stasis (guerra civile) era considerata un crimine contro il sangue comune, ma priva di moventi religiosi.
L'introduzione della "guerra del Signore": Il concetto di guerra a carattere religioso entra nella nostra cultura con l'ebraismo. Nonostante la Bibbia parli di ospitalità, contiene anche testimonianze di conflitti condotti in nome di Dio.
La rivoluzione di Gesù e la dottrina della "Guerra Giusta": Gesù opera un rovesciamento radicale, affermando che non esistono guerre giuste e comandando l'amore per il nemico.
Tuttavia, dovendo vivere nella storia (il dogma dell'Incarnazione), il cristianesimo ha dovuto affrontare il problema del conflitto. Figure come Sant'Agostino e San Tommaso d'Aquino hanno così elaborato la dottrina del bellum iustum, basata su tre criteri: autorità legittima, validi motivi (difesa) e la recta intentio (l'intenzione di mirare alla pace e al patto già durante lo scontro).
La religione come strumento ideologico: Cacciari sostiene che non vi sia alcun nesso ontologico tra religione e guerra; la religione funge spesso da "straccio ideologico" o bandiera per mobilitare le masse, snaturando il suo vero messaggio.
La crisi contemporanea e il rischio della "Guerra Totale": Oggi stiamo perdendo la razionalità politica moderna (Machiavelli, Hobbes, Spinoza) che vedeva la guerra come un rapporto di forza tra stati che si riconoscono reciprocamente. Senza un "terzo" (un tribunale sovranazionale) che decida chi ha ragione, e avendo abbandonato la recta intentio tomista, il conflitto degenera in guerra assoluta per l'annientamento dell'altro.
Differenza tra Occidente e Islam: Mentre per il cristianesimo la secolarizzazione è un "prodotto prezioso" che deve sganciare la fede dalla lotta politica, nel mondo islamico il rapporto tra religione e politica è spesso percepito come ontologico.
Cacciari avverte che l'Occidente ha commesso disastri cercando di esportare i propri valori e la propria democrazia.
In conclusione, Cacciari invita a togliere di mezzo la religione ridotta a ideologia e a tornare a una razionalità politica capace di ristabilire patti, per evitare che la somma di contraddizioni irrisolte (Medio Oriente, Ucraina, Cina) porti a un catastrofico conflitto mondiale.