E' una sintesi elementare che ho fatto per me stesso. Niente di molto scientifico. Ma credo lo stesso utile ed interessante.
Paolo
EMPIRISMO INGLESE
Locke
(1632 -1704) - filosofo inglese - prosegue sulla scia dell’empirismo inglese di Bacone. Analizza i
meccanismi della conoscenza la cui base rimane anche per lui l’esperienza
(empiria). Non esistono idee innate (contro l’innatismo) ma tutto procede appunto dalla esperienza pratica. Scrive saggi sulla
tolleranza e difende l’idea di libertà (precorre il liberalismo moderno).
HUME (1711- 1766) anch’egli studia i meccanismi della
conoscenza. Essa si fonda sull’esperienza ma proprio per questo non può essere
mai conoscenza assoluta (scetticismo
humiano). La conseguenza non è però il nichilismo (assenza di qualsiasi
principio fondante del sapere e dell’etica) ma anzi un atteggiamento di
tolleranza verso le diverse opinioni, verso le religioni (che comunque
rispondono a profonde esigenze dell’uomo). Infine Hume è convinto sostenitore del liberismo in campo economico. Ebbe
grande influenza su Kant e sugli illuministi.
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ILLUMINISMO – Precorre di poco la Rivoluzione
Francese. Fede nei “lumi” (la ragione umana illumina le cose) contro
superstizione, dogmi e ignoranza. Enciclopedia
(di Diderot, Condorcet, Voltaire) vuole fornire al popolo un compendio di
tutto il sapere. Esaltazione della ragione, dell’intelletto umano, della
libertà individuale. L’Illuminismo è anche espressione (e stimolo) della
emergente classe borghese (commercianti e industriali) che rivendica un posto
sociale adeguato alla ricchezza raggiunta (contro la tradizionale aristocrazia
dominante). Avrà un peso enorme sulla cultura occidentale.
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KANT (1724 – 1804) Filosofo tedesco – Precorre e
influenza la filosofia dell’ Illuminsmo ma in qualche modo anche il pensiero
attuale. Si parla di “criticismo”
kantano perché K. vuole sottoporre a “critica” (analisi) il meccanismo della
“ragion pura” (cioè il meccanismo della conoscenza umana) e quello della “ragion
pratica” (dell’etica e della morale
umana) . La conoscenza umana è sempre conoscenza del “fenomeno” (quello che ci
appare) e non della cosa in sé. In questo senso Kant si distanzia
dall’Empirismo inglese. Inoltre non è una conoscenza innata (critica
dell’innatismo). Tuttavia non è conoscenza solo soggettiva perché tutti gli
uomini condividono le stesse “forme a priori della conoscenza” (ad es. le idee
di spazio e tempo). Per cui è possibile una conoscenza intersoggettiva
condivisibile. Allo stesso modo anche in campo morale l’uomo ha dentro di sé
dei principi fondanti (“Due cose sono certe: il cielo sopra di me e la legge
morale dentro di me”). Avrà influenza enorme sul pensiero successivo
(illuminismo, Hegel ecc.).
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IL ROMANTICISMO (fine 1700- primi del
1800)
Il
Romanticismo è una reazione al razionalismo illuminista. Non è la ragione
l’elemento fondamentale. Si esaltano invece elementi irrazionali come il
sentimento, la fantasia e la fede. Si divinizza la natura e si esalta un
passato visto come più in sintonia con la natura umana.
Uno dei
movimenti iniziali è lo “Sturm und drang” (tempesta ed impeto) che esalta
l’arte come forza creativa passionale e sfrenata.
Alcuni
romantici poi esaltano la fede. Altri la ricerca filosofica in un senso però
lontano dall’empirismo e anche dal razionalismo illuminista. Questa corrente approderà
all’Idealismo di Hegel.
Anche sul
piano politico il Romanticismo ha in sé il germe di posizioni diverse. Da un
lato una spinta creativa e rivoluzionaria che si esprimerà nelle lotte e rivolte
liberali del 1800. Dall’altro un’esaltazione del passato, il rifiuto dei valori
dell’Illuminismo e della Rivoluzione Francese, cosa che sarà funzionale alla
Restaurazione e alla esaltazione dello Stato Etico (vedi Hegel).
Esponenti: Schlegel, Novalis, Schiller, Goethe.
Si sviluppa nell’alveo del movimento romantico. Approda ad un razionalismo che è però molto diverso da quello illuminista. La Ragione illuminista è la razionalità dell’individuo umano che analizza la materia, la storia, le cose con atteggiamento scientifico per conoscere e soprattutto dominare la materia e il mondo. La Ragione dell’Idealismo è una entità suprema che plasma (e in questo senso fa esistere) tutte le cose. Essa è la ragione dell’individuo ma nello stesso tempo e ancor di più è un’ Entità superiore e universale che plasma la realtà e la storia. Senza di essa nulla esiste. E’ un po’ come nella cultura induista in cui l’ ”atman” è nello stesso tempo l’anima dell’individuo ma soprattutto, ad un livello superiore e più profondo, è l’anima del tutto.
FICHTE (1792 – 1814) . Tedesco
Kant dice
che “la cosa in sé” (il “noumeno”) ci sfugge mentre noi possiamo conoscere solo
il “fenomeno” (quello che ci appare). Fichte afferma invece che la “cosa in sé” non esiste
e che tutta la realtà è un prodotto del pensiero, o meglio ancora dello “Spirito”. Non esiste
realtà al di fuori dell’opera del pensiero (dello Spirito). Lo Spirito è l’Io
puro, universale e assoluto (non quello del singolo individuo concreto). Esso
pone sé stesso e in questo modo riconosce (fa nascere) il non-io (il mondo
esterno, la natura). Ma in questo processo dialettico prende coscienza di sè e
del fatto che al di fuori della propria coscienza nulla esiste.
Tale percorso
di autocoscienza dell’Io Assoluto mira al costante superamento dei limiti e
all’affermazione della propria libertà (idealismo etico).
In politica F.
crede nel carattere contrattuale dello Stato e teorizza “lo stato commerciale
chiuso” dove tutti avranno garantiti lavoro e proprietà.
Alla fine ha
una svolta in senso religioso.
HEGEL ( 1770 – 1831)
Come Fichte anche
Hegel afferma che ciò che esiste e che dà origine ad ogni conoscenza (e perciò
a tutte le cose) è l’Assoluto, lo Spirito (quello che H. chiama “l’Idea”).
Esso si aliena nel mondo esterno e in tal modo poi prende coscienza di
sé e del fatto di essere il tutto. La realtà dunque non è che il progressivo
realizzarsi della ragione infinita. Per questo “tutto ciò che è razionale è
reale e tutto ciò che è reale è razionale”. Tutto è come deve essere. La
filosofia ha il compito di comprendere il processo per cui l’Assoluto, lo
Spirito, l’Idea si aliena nel mondo esterno e concreto (come anche nelle
singole individualità) per poi tornare alla coscienza assoluta di sé ( e del
tutto).
La
“Fenomenologia dello Spirito” è il testo che indaga questo processo per cui l’
Idea si aliena nella Storia per poi tornare a sé in piena autocoscienza.
Dialettica significa che tutto il percorso storico procede per TESI (A) –
ANTITESI (NON –A) e SINTESI (che è il
superamento delle due ma anche il prodotto della loro interazione). Ad es.
Hegel analizza la dialettica servo-padrone. Il padrone ha la proprietà ma non
lavora. Il servo non ha nulla ma sviluppa nel lavoro abilità e competenze. Alla
fine è il padrone a dover dipendere. Questa analisi sarà fondamentale poi per
il pensiero di Marx.
In campo
politico, dopo la delusione per l’esperienza napoleonica teorizza lo STATO
ETICO. Non è una concezione contrattuale dello stato (cioè che nasca da un
contratto dei cittadini che autolimitano i propri diritti a vantaggio di
tutti). Lo STATO è incarnazione e realizzazione dell’Idea. Ha di per sé valore
assoluto. Ovviamente tale concezione dello stato verrà usata poi dai regimi
autoritari.
Destra hegeliana – mira a conciliare la filosofia
hegeliana con la religione cristiana e in campo politico accentua gli aspetti conservatori
(Stato etico).
Sinistra hegeliana – respinge questa svolta in senso
religioso e arriva fino al materialismo.
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MARX –
Nascita: 5 maggio 1818
Morte: 14 marzo 1883
Tedesco. Eredita da Hegel la
concezione dialettica della storia (che procede per tesi/antitesi/sintesi –
vedi Hegel). Dice per la prima volta che la “struttura” (cioè la base fondante)
della società è data dal possesso dei mezzi di produzione. Il resto (compresa
la cultura e la religione) sono una “sovrastruttura” che dipende dalla prima.
Fino ad ora si attribuivano le differenze sociali a una diversa dotazione
(banalizzando: i ricchi sono più intelligenti). Ora Marx dice: chi ha la
proprietà dei mezzi di produzione plasma una stratificazione sociale a proprio
vantaggio e una cultura che giustifica la diseguaglianza. Il proletario produce
“valore” ma vende la propria attività e in definitiva la propria persona. Il
padrone ne trae ricchezza senza lavorare. Occorre che alla fine il proletariato
unito rivendichi i propri diritti e imponga una provvisoria “dittatura del
proletariato” che poi lascerà il posto ad una società senza classi e
ugualitaria.
Sulle sue
idee si fondano il socialismo e poi il comunismo dei primi del 1900; la rivoluzione
russa; la socialdemocrazia del Nord Europa e alcune lotte anticoloniali di
Africa e America latina. Ma anche le dittature comuniste in URSS, in Cambogia
ecc. Forme particolari la Cina (comunismo + capitalismo di stato) e Cuba. Lenin
ha poi teorizzato la necessità di una “avanguardia del proletariato” che ne
fosse la guida. Ma questa è sfociata poi nella guida imposta dai funzionari del
partito comunista e infine in dittature feroci o vicende sanguinose (Stalin in
URSS; Pol Pot in Cambogia; la
”rivoluzione culturale” di Mao).
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Precorrono l’Esistenzialismo del 1900 : Schopenauer e Kirkegaard
SHOPENAUER – Nascita: 22 febbraio
1788 Morte: 21 settembre
1860. Tedesco. Le speranze egualitarie della Rivoluzione francese si sono
spente: Napoleone, che sembrava incarnarle, diventa un dittatore e infine viene
sconfitto e si torna alla Restaurazione. S. opera in questo contesto storico
buio - S. critica l’idealismo di Hegel.
Per lui non è affatto la Ragione a guidare il mondo e la storia (come dice
Hegel) ma al contrario l’irrazionale “volontà
di vivere” che anima tutto (uomini, animali e universo). Tale volontà è un
istinto irrefrenabile che produce solo desiderio, sempre insoddisfatto, lotta,
guerra e sofferenza. Il destino del singolo è la morte. La liberazione consiste
solo nello spegnere il desiderio e accettare questa situazione. Lo può fare
l’uomo che accede a tale consapevolezza e che si affida ad arte, morale e
ascesi. Influenzerà l’esistenzialismo successivo.
KIRKEGAARD – nasce in Danimarca nel 1813. Muore
nel 1855. Di famiglia molto religiosa
(di una religiosità cupa contrassegnata dal senso della colpa e della punizione
divina). Anche lui reagisce
all’idealismo hegeliano che accusa di astrattezza. Il protagonista della
storia è secondo lui il singolo
individuo concreto. Non esiste alcuna necessità superiore ma si è sempre di
fronte a diverse alternative possibili.
Questa libertà di scelta è però incertezza e fonte costante di angoscia.
Di fronte a quest’ angoscia l’uomo ha tre
scelte possibili:
1) La vita estetica (non si sceglie ma si vive
nella fantasia e nella immaginazione)
2) La vita etica (si scelgono i “compiti” e
i doveri (ad es. della famiglia ecc.).
3) La vita religiosa. Solo in essa, pur con travaglio e angoscia
l’uomo approda alla fine alla accettazione della propria finitezza e alla pace
che solo la fede in Dio può offrirgli.
Avrà grande influenza
sull’esistenzialismo del 1900.
IL POSITIVISMO : da metà del 1800 grande fiducia nella
“scienza positiva” (coi metodi di oggi), che applicata a tutti i settori della
vita umana porterà conoscenza e progresso.
In effetti lo sviluppo della scienza e della tecnologia producono grandi
progressi ma l’enfatizzazione del potere della scienza e della tecnologia
produrranno anche gravi danni culturali e materiali (basti pensare alle
classificazioni di presunte razze inferiori usate poi dal Nazismo ecc.). Solo
recentemente la scienza ha rinunciato a queste pretese e sa soprattutto “di non
sapere” (come diceva Socrate). Sotto la spinta del positivismo la ricerca
scientifica consegue anche enormi passi avanti e influenza la straordinaria
teoria dell’evoluzionismo di Darwin (la selezione naturale produce nelle specie
delle mutazioni che sono funzionali alla propria conservazione).
Fra gli
autori positivisti: Comte.
FREUD –(1856 – 1939) Austriaco, fondatore
della psicanalisi. “SCOPERTA” DELL’INCONSCIO, cioè di un mondo interiore ignoto
che ci condiziona. L’inconscio (o Es) è il mondo delle pulsioni di cui siamo
inconsapevoli. Si struttura già dai primi anni di vita. Il Super-Io è un’altra
componente (detta i divieti, le norme morali). L’io cerca di far coesistere e
tenere sotto controllo queste due diverse forze. I contenuti inconsci spesso
sono celati da meccanismi di “rimozione” per cui non accedono alla
coscienza. Ma i processi inconsci rimossi
(di entrambi i tipi) agiscono sotto traccia e possono produrre disturbi e
nevrosi. L‘analisi (soprattutto tramite interpretazione dei sogni e
associazioni libere) fa emergere alla coscienza i contenuti rimossi ed elimina
i sintomi nevrotici. Conseguenze enormi sulla nostra società e cultura.
NIETZSKE (1844 – 1900). La sua vita è contrassegnata dalla
malattia mentale. Le sue opere filosofiche sono in realtà capolavori letterari
in forma di parabola. Il suo pensiero è complesso e ambiguo. Influenzato
dall’evoluzionismo ritiene che tutti (uomini, specie animali, natura) sono mossi dalla volontà di
vivere, di perpetuarsi, di procreare, di avere forza e potenza. Così
egli si rifà alla cultura greca e
contappone l’ originario “spirito dionisiaco “ (Dioniso, dio della
gioia, della libera spontaneità e dell’ebbrezza) allo “spirito socratico” (dove
Socrate è il contrario: la razionalità, la morale). Socrate secondo lui ha
tradito la cultura greca originaria. N. critica il cristianesimo (invenzione
dei deboli contro i forti), l’illuminismo, il razionalismo, l’idealismo e il
positivismo (che anche se in modo diverso credono tutti nel valore della
razionalità). Il mondo secondo lui è regolato dal caos e il suo apparente
scorrere è un eterno ritorno. Quello che N. auspica è che venga un’epoca nuova,
di superamento dell’uomo e di avvento di una nuova fase evolutiva (il superuomo
o meglio l’oltre uomo). Il superuomo
accetta il suo destino (che è lo stare nel mondo, nel conflitto, nel dolore) e
gode della propria totale libertà.
Il pensiero
di N. è stato spesso interpretato solo come un precursore del nazismo ma nella
sua stessa tribolata esistenza N. avverte e denuncia il vuoto del nuovo mondo
borghese e mercantile fatto solo di convenzioni e di una morale vuota e
formale. Infondo pre-sente con largo anticipo la crisi in cui oggi ci
dibattiamo.
UTILITARISMO – ripresa nel mondo anglosassone di
un metodo scientifico diretto soprattutto a privilegiare l’utilità (pratica)
della conoscenza
Esistenzialismo – corrente del pensiero del 1900.
Diversi autori e sfumature. Comunque il centro del pensiero filosofico dell’ E.
è l’individuo umano e il suo destino. Egli è proiettato nel mondo senza
certezze. Ha solo la propria libertà che però è anche scelta senza garanzie che
condanna all’angoscia. Ad es. Sartre.