Gabriele Del Grande
Analisi del Profilo e Attività Recenti (2025-2026)Gabriele Del Grande, giornalista, scrittore e regista, prosegue nel suo percorso di analisi dei fenomeni migratori con un approccio che fonde rigore storiografico e narrazione teatrale.
1. Il Progetto "Il Secolo Mobile"
L’attività principale di Del Grande nel 2026 ruota attorno alla promozione e alla messa in scena di "Il secolo mobile. Storia dell’immigrazione illegale in Europa".
Contenuto: L’opera non è un semplice reportage di attualità, ma una ricostruzione storica che parte dal 1914 per spiegare come si sia passati da un mondo di libera circolazione alla creazione delle frontiere moderne.
Del Grande ha adottato la forma del monologo teatrale (o "reading"), portando i dati e le storie raccolte nel libro direttamente sul palco. Questo formato Si inserisce in un filone di giornalismo narrativo già esplorato da altri autori (come Marco Paolini).
Appuntamenti recenti: presentazioni e monologhi tenutisi a Trento (febbraio 2026 presso il MUSE) e Milano.
2. Riflessioni Teoriche e Politiche
Nelle sue ultime dichiarazioni (aprile 2026), Del Grande ha alzato il tiro della critica politica, spostandosi dall'analisi umanitaria a quella pragmatica e salariale.
- La legalizzazione delle migrazioni:
Del Grande sostiene apertamente la tesi secondo cui l'unico modo per gestire il fenomeno sia legalizzare i flussi. La sua tesi si basa sulla deduzione che l'integrazione non dipenda dai "buoni sentimenti" (visione che lui scarta come inefficace), ma dalla dignità del salario e dal lavoro regolare.
- Critica alla criminalizzazione:
Opere e Pubblicazioni
Le informazioni in mio possesso confermano la stabilità del suo catalogo presso Mondadori:
Il secolo mobile (2023, con edizioni economiche e aggiornate nel 2025): resta il testo di riferimento.
Dawla. La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori (2018): continua a essere utilizzato come base per l'analisi del jihadismo contemporaneo.
Io sto con la sposa (2014): il film che lo ha reso celebre rimane la pietra miliare della sua produzione cinematografica.
Gabriele Del Grande ha smesso di essere un "cronista di frontiera" nel senso classico (colui che riporta l'evento istantaneo) per diventare un intellettuale di lungo periodo. La sua rilevanza oggi non è data da scoop dell'ultima ora, ma dalla capacità di contestualizzare il presente attraverso la storia.