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CULTURA ED EDUCAZIONE - NEWS DI OGGI

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CARLO SINI - LA COSTRUZIONE DEL CRISTIANESIMO

 


 

CARLO SINI – la costruzione del Cristianesimo

Il video da cui sono desunte queste note tratta della costruzione del Cristianesimo focalizzandosi sul rapporto tra fede e ragione e sul problema della salvezza.

Ecco i punti chiave discussi:

Influenza duratura del Cristianesimo: la società attuale, le sue istituzioni e valori, sono profondamente influenzati da 2000 anni di Cristianesimo. Un esempio citato è il dibattito sull'inclusione della tradizione Cristiana nel preambolo dell'Unione Europea e il ruolo storico dei monaci benedettini nella costruzione dell' Europa.

Quattro elementi costitutivi del Cristianesimo:

◦ Deriva dall'Ebraismo; Gesù era ebreo e basato sulla tradizione biblica.

◦ Si unisce alla cultura classica greca e romana (filosofia, scienza, diritto), un "matrimonio" facilitato dalla predicazione di Paolo di Tarso.

◦ Si diffonde all'interno dell' Impero Romano, inizialmente nelle città e tra le donne, e solo più tardi nelle campagne.

◦ Assorbe e trasforma i culti pagani, il che ha portato a tensioni interne e critiche (es. dai protestanti verso i cattolici, visti come "pagani").

Due principi irrinunciabili per un Cristiano:

◦ Credere che Gesù Cristo sia il figlio di Dio, una figura divina e umana eccezionale.

◦ Credere che Cristo sia risorto, poiché questa è la base per la giustificazione e la salvezza, la possibilità di essere liberati dal peccato originale e salvati dalla morte.

• Altre caratteristiche: Il Cristianesimo difende gli umili e i poveri di spirito e vede la salvezza legata allo spirito, alla "retta ragione" e alle "giuste opere".

La questione Fede e Ragione attraverso quattro figure:

Sant'Agostino: Sostiene il "credo ut intelligam" (credo per capire). La fede precede l'intelligenza. Credere a cose non dimostrate è una condizione umana fondamentale necessaria per l'azione e la vita.

San Tommaso d'Aquino: Sostiene l'"intelligo ut credam" (capisco per credere). La ragione, partendo dall'osservazione del mondo, può dimostrare la plausibilità ("preamboli") dell'esistenza di Dio e della rivelazione Cristiana. Fede e ragione non possono essere in conflitto poiché provengono dalla stessa fonte divina. Tuttavia, l'essenza divina è infinitamente semplice e al di là della definizione razionale.

Pascal: Ritorna radicalmente ad Agostino, negando che la ragione possa portare alla fede. Dio è infinitamente incomprensibile. L'essenza del Cristianesimo è la sua "stoltezza", il paradosso di un Dio-uomo risorto, inaccettabile per la ragione pagana. Propone due vie: la grazia (un tocco divino sul cuore) e la scommessa (il ragionamento pragmatico sulla convenienza di credere, dove il rischio è nullo ma il guadagno potenziale è infinito).

In sintesi, il video esplora come il Cristianesimo sia stato costruito storicamente attraverso l'incontro di diverse tradizioni e come la sua identità si sia dibattuta sul ruolo di fede e ragione nel comprendere e raggiungere la salvezza.

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"Alessandro Barbero - I barbari in Italia, i longobardi"

Ecco una sintesi del video intitolato "Alessandro Barbero - I barbari in Italia, i longobardi" ( conferenza tenuta dal professor Barbero a Gambolò).

Ecco una sintesi della lezione:

1. Inquadramento Storico: L'Impero Romano e le Migrazioni

Barbero esordisce smontando l'idea comune di "invasione" come evento improvviso e puramente distruttivo. Per secoli, l'Impero Romano aveva gestito flussi migratori di popolazioni germaniche, integrandole come manodopera o soldati [07:01]. La rottura avviene quando l'amministrazione imperiale, indebolita, perde la capacità di regolamentare questi ingressi. I barbari iniziano a entrare non per distruggere, ma per godere dei benefici della civiltà romana (città, mercati, infrastrutture) [11:43].

2. L'Arrivo dei Longobardi (568 d.C.)

L'ingresso dei Longobardi in Italia segna la fine dell'epoca delle grandi migrazioni. Essi entrano in una penisola già stremata dalla Guerra Greco-Gotica, un conflitto ventennale di "riconquista" bizantina che aveva spopolato le campagne e distrutto le città [15:37].

  • Caratteristiche dell'invasione: Non si trovano tracce archeologiche di distruzioni sistematiche nelle città al momento del loro arrivo, il che suggerisce una scarsa resistenza da parte bizantina [17:10].

  • Composizione: Erano una minoranza (circa 100.000-200.000 persone) rispetto a milioni di italici, ma erano tutti guerrieri ("esercito" e "popolo" erano sinonimi) [20:55].

3. La Struttura Sociale e il Dominio

I Longobardi si stabiliscono come una nuova casta di padroni, confiscando le terre dei grandi proprietari terrieri romani (molti dei quali fuggiti o uccisi) e ridistribuendole tra i propri guerrieri [23:35].

  • Identità visiva e biologica: Inizialmente, la distinzione è netta: i Longobardi sono più alti, mangiano molta carne e vengono sepolti con le armi e i cavalli (retaggio pagano nonostante la conversione al cristianesimo ariano) [32:04]. Gli italici sono più bassi, malnutriti e dediti all'agricoltura [33:40].

  • Geografia del potere: Occupano gran parte d'Italia, ma non riescono a prendere i porti e le città difese dalla flotta bizantina (Genova, Ravenna, Napoli, Roma) e le isole [25:21]. Da qui deriva il nome Romagna, la terra rimasta "romana" circondata dai domini longobardi [27:02].

4. Il Processo di Fusione e Assimilazione

Questo è il punto cardine della lezione di Barbero: nell'arco di due secoli, padroni e sudditi si fondono completamente.

  • Religione: I Longobardi abbandonano l'arianesimo (visto come eresia dai locali) per il cattolicesimo, al fine di governare meglio la popolazione e il clero [41:35].

  • Lingua: Smettono di parlare la loro lingua germanica in favore del latino volgare. Tuttavia, lasciano un'eredità linguistica fatta di termini legati alla guerra (faida, tregua, sberla), al corpo (schiena, guancia) e alla vita domestica (panca, scaffale) [44:45]. Barbero cita anche la curiosa teoria linguistica secondo cui la parola "pizza" potrebbe derivare dalla pronuncia longobarda del termine mediterraneo "pita" [01:08:02].

  • Leggi e Diritto: Sebbene la lingua e la religione siano quelle dei vinti, l'identità giuridica è quella dei vincitori. Con l'Editto di Rotari (643 d.C.), le consuetudini longobarde vengono messe per iscritto (in latino). Emergono concetti come:

    • Guidrigildo: Il prezzo dell'uomo come alternativa alla vendetta privata (faida) [01:02:42].

    • Mundio: La tutela perenne dell'uomo sulla donna, considerata legalmente incapace di stare da sola [01:05:29].

5. Conclusione: Il Nome e l'Eredità

Al tempo di Carlo Magno (774 d.C.), la distinzione etnica è svanita. Tutti gli abitanti del regno si considerano ormai "Longobardi", non perché discendano biologicamente dagli invasori, ma perché vivono sotto la legge longobarda [01:07:59]. Questa identità persisterà così a lungo che ancora nel Medioevo inoltrato e nel Rinascimento, in alcune zone d'Italia, si continuavano a stipulare contratti di matrimonio seguendo le antiche regole longobarde, nonostante il popolo originario fosse scomparso da secoli [01:10:31].

URL del video: https://www.youtube.com/watch?v=0arwcD0Itg4