Karen Barad: Incontrare l’universo a metà strada

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Intanto ecco una sintesi del pensiero di Karen Barad e delle tematiche trattate nel suo libro Incontrare l’universo a metà strada.


1. Critica alla Scienza Classica e alle Costruzioni Binarie
Il lavoro di Barad parte da una critica all'autorità della scienza classica, che ha spesso operato attraverso costruzioni binarie, come l'associazione tra donne/natura e uomini/cultura. Questa visione ha storicamente sminuito le donne e creato un senso di estraneità tra l'umanità e l'universo. La modernità ha portato a un "mondo disincantato", dove la ricerca di risposte definitive ha paradossalmente svuotato la vita di un autentico significato.
2. Il Realismo Agente e l'Intra-azione
Barad propone una prospettiva postumanistica in cui il significato non è un'invenzione umana, ma una "performance continua del mondo nella sua intelligibilità differenziale". I concetti chiave sono:Intra-azione: La realtà non è composta da entità che preesistono e poi interagiscono, ma emerge proprio attraverso fenomeni di intra-azione.Cose-nei-fenomeni: Superando il dualismo soggetto-oggetto, Barad sostiene che la realtà sia una dinamica continua di "intra-attività" dove non esistono "cose-in-sé", ma solo elementi che si definiscono all'interno dei fenomeni.
Oltre il Relativismo: Questo approccio offre un "nuovo realismo" che evita sia l'assolutismo della determinazione totale sia la deriva del relativismo, considerandoli entrambi ostacoli al legame tra azione e responsabilità.
3. Fisica Quantistica ed Etica della Responsabilità
Il testo utilizza il confronto tra il principio di indeterminazione di Heisenberg e il principio di complementarietà di Bohr per discutere l'etica:Contro l'indeterminazione come scusa: Barad contesta l'idea (espressa nell'opera teatrale Copenhagen) che l'incertezza e l'impossibilità di conoscere le proprie intenzioni possano assolvere l'individuo dalla responsabilità morale.La Complementarietà di Bohr: Per Barad, Bohr suggerisce che le condizioni materiali definiscono il senso e l'esistenza stessa di uno stato mentale intenzionale. Non si può separare il mondo fisico da quello organico; la responsabilità nasce dal fatto che siamo parte integrante della configurazione del mondo.
4. Dall'Eccezionalismo all'Eccedenza Umana
Un punto cruciale è la riconsiderazione di cosa significhi essere "umani":Rifiuto dell'eccezionalismo: Barad spinge a rinunciare all'idea che la specie umana sia un'eccezione privilegiata e separata dal resto del mondo.
Umano come Eccedenza: L'umano non è visto come un'entità isolata, ma come un'eccedenza — un insieme di caratteristiche condivise con il resto del vivente che, tuttavia, comporta l'assunzione di "inedite responsabilità" a causa della nostra capacità di riconfigurare il mondo.
Siamo Fenomeni: Non siamo semplici osservatori esterni o "gettonati" nel mondo, ma siamo del mondo, fatti della stessa natura che crea, distrugge e si trasforma costantemente.
In sintesi, il lavoro di Barad invita a una "critica radicale" del passato e delle separazioni metafisiche occidentali (mente/corpo, soggetto/oggetto), proponendo un'etica in cui la conoscenza è coinvolta nel continuo farsi del mondo e la responsabilità è un elemento evolutivo necessario alla nostra sopravvivenza